“Posso montare PETRA su una parete umida?”. Sono frequenti le domande relative alla posa di Petra (o altri rivestimenti Primiceri) in caso di pareti che presentano problemi di umidità.

Cerchiamo di dare una mano a capire quali possono essere i problemi e come risolverli.

Partiamo dalle  pareti interne, che è il caso più frequente.

Parete sala hobby
Parete sala hobby

Per prima cosa si tratta di accertare di che tipo di muro stiamo parlando. In genere i muri sono di due tipi, CONTROTERRA (vuol dire che la quota del pavimento interno non coincide con la quota del pavimento-o terreno-esterno). Oppure FUORITERRA, in questo caso le due quote coincidono.

Sembra una distinzione priva di senso invece ci aiuta a stabilire una cosa importante: la via di accesso dell’umidità. Nel caso di muro CONTROTERRA abbiamo un concorso di due “spinte” dell’umidità: una laterale, dovuta sostanzialmente da cattiva impermeabilizzazione della parete esterna e una di risalita capillare (in genere sono presenti entrambe).

Nel caso di muro FUORITERRA, l’unica via d’accesso dell’umidità è per “risalita capillare”, ossia entra dal basso e spinge verso l’alto.

 


CONDENSA

Condensa: sbalzo temperature

Stabilito questo, certo concorrono tanti altri motivi. Ad esempio quella che spesso erroneamente viene definita umidità, può anche solo essere condensa. La condensa è un fenomeno fisico. L’aria calda prodotta all’interno dell’ambiente, viene attirata quasi come fosse una calamita dalle superfici fredde al contatto delle quali “condensa” appunto, lasciando sulla superficie minuscole goccioline d’acqua. Queste gocce d’acqua nel tempo si trasformano in micromuffe e danno luogo a quegli antiestetici puntini neri.

La condensa è il problema più facile ed economico da risolvere: bisogna migliorare la ventilazione del locale, consentire in prima battuta che questo “sbalzo termico” fra aria calda e superficie fredda si riduca il più possibile. Dove non fosse sufficiente migliorare la ventilazione (magari predisponendo delle grigliette, lasciando aperte durante il giorno due tre righe della serranda, insomma facendo si che circoli liberamente l’aria) allora si può intervenire sulle superfici interessate magari con materiali come il cartongesso “accoppiato”, ossia lastre di cartongesso che sono accoppiate a pannelli isolanti (polistirene, colore verde o azzurro) che non assorbono, e che aiutano ad abbattere questa differenza di temperatura.

Torniamo ai due casi principali:


PARETI CONTROTERRA

Parete controterra

Umidità di controspinta dovuta dal terreno esterno che grava sulla muratura, beninteso in assenza di intercapedine, in tal caso avremmo una semplice umidità di risalita perché la parete interna sarebbe sostanzialmente un tramezzo e quindi unica via d’accesso dell’acqua è da sotto).

Nel caso di spinta laterale bisogna accertarsi delle condizioni di stabilità dell’intonaco. In genere l’umidità del muro controterra si porta dentro i Sali. I Sali sono la causa “meccanica” del distacco. L’acqua se li porta con se allo stato liquido (disciolti), quando arriva su una superficie calda evapora e ci lascia questo bel regalo. Il sale tende, col tempo, a ingrossare fino al punto da provocare il distacco, prima della tinta, poi della rasatura e nei casi più gravi poi dell’intonaco (quando la battitura del muro “suona a vuoto”).

In tal caso, prima di applicare il rivestimento sulla parete bisogna lavorare affinchè la parete risulti sufficientemente solida e possibilmente asciutta. Bello, come? Utilizzando delle cosiddette malte “osmotiche”. Sono malte che si applicano a pennello, fresco su fresco, su una parete precedentemente pulita spiccozzata e sulla quale è stato steso uno strato sottile di intonaco normale (no gesso please) magari a sabbia e cemento, eventualmente ricorrendo nell’acqua d’impasto ad addittivi che ne aumentino la presa (tipo “lattici”). Quando questo strato è asciutto si applicano tre mani di malta osmotica, l’ultima delle tre, date con la tecnica del fresco-su-fresco si può rasare per ottenere una superficie piuttosto regolare.

Quando la parete è asciutta, in genere un paio di giorni, si può applicare con un comune collante delle migliori marche (Mapei, Kerakoll, Torggler) il PETRA o altro nostro rivestimento.

Abbiamo ottenuto:

  1. Una base d’appoggio solida ed asciutta
  2. Non stiamo montando nulla di “occlusivo” ma un rivestimento traspirante
  3. Siamo sicuri che il rivestimento “tiene”

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PARETI FUORITERRA

Image3

Nel caso di posa del rivestimento su parete FUORITERRA è leggermente più semplice:

In genere l’altezza di risalita dell’umidità è inversamente proporzionale alla larghezza (sezione) del muro: più il muro è largo più le macchie si attestano nella parte bassa avendo più superficie sulla quale distribuirsi, su pareti a sezione più stretta vanno più in alto. Si “batte” l’intonaco nella zona dove si evidenziano le macchie. Se suona “Pieno” è OK vuol dire che i Sali ancora non hanno finito il “lavoro sporco” possiamo intervenire superficialmente ricorrendo a rasanti a base calce, magari applicati dopo un trattamento antisale (ci sono liquidi appositi in commercio).

Sul rasante asciutto si applica a colla tranquillamente il PETRA (o altro nostro rivestimento: sono tutti prodotti senza resine pertanto perfettamente traspiranti,  nessun tappo, la parete è libera di respirare).

Se invece l’intonaco dovesse suonare “a vuoto” li sono dolori, vuol dire che il sale ha già provocato il distacco in alcuni punti dell’intonaco. A questo punto si pone la scelta doverosa della rimozione dell’intonaco perché nessuno è cosi stupido da incollare un rivestimento su un intonaco che si sta per staccare e già suona a vuoto. Quindi si demolisce la zona dove batte a vuoto, si ripristina con degli intonaci speciali macroporosi che funzionano come maxi spugne e consentono all’umidità presente nel muro di uscire senza fare grossi danni, una volta asciugato l’intonaco si può procedere con l’incollaggio del rivestimento.


POSA SU CARTONGESSO ( pannelli equivalenti di ultima generazione).

E’ un tipo di posa che presenta vantaggi e svantaggi. Vediamo quali: applicare un pannello (ve ne sono di ultima generazione che non subiscono alterazioni dalla presenza di umidità e in alcuni casi possono essere montati anche “a toccare”. Noi consigliamo sempre di lasciare almeno un “lama d’aria”, ossia avvalersi delle guide per distanziare di qualche centimetro i pannelli dalla parete. Certo, si sacrifica superficie ma almeno non si corre il rischio di vedere, dovesse aumentare l’umidità sul muro, staccarsi il pannello e con esso il rivestimento che gli è stato incollato sopra. Si presta per montaggi dove il requisito è la velocità (negozi che non possono essere penalizzati da troppi giorni di chiusura per lavori). Anche qui, se si impiega PETRA tenendo presente che pesa 45 kg.al mq. occhio a come si ancorano a parete i supporti perché in caso di altezze superiori ai 2,80/3,00 metri bisogna fare attenzione aumentando i punti di ancoraggio a parete (quella in muratura, sottostante). Se si posa PETRA su cartongesso si possono usare due collanti. Uno quello in pasta (è già pronto, non è economico quindi adatto a piccole superfici) altrimenti PRIMA di posare la colla per l’incollaggio del rivestimento bisogna trattare la superficie del cartongesso con apposito isolante (tipo PRIMER G della Mapei) per evitare che l’acqua d’impasto del collante vada ad innescare la reazione igroscopica del gesso (leggi: aumento di volume del gesso con conseguente rischio di distacco del rivestimento). Oppure utilizzare pannelli di cartongesso “idrofugati” (sono di colore verde, già trattati da fabbrica, idonei per la posa in ambienti quali bagni o cucine, luoghi dove è concreto lo sviluppo di vapore).

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PARETI ESTERNE

In questo caso quasi sempre parliamo di umidità di risalita capillare.  Si procede come illustrato sopra nel punto PARETI FUORITERRA. In molti casi, sopratutto nelle zone dove nelle vicinanze ci sono cave di pietra naturale si utilizzano come “zoccolatura” esterna proprio per “mascherare” o nascondere situazioni come questa:

umidità nei muri, pietra ricostruita traspirante, pietra senza resine, pietra finta traspirante, traspirabilità finta pietra

Salvo poi, dopo qualche tempo trovarsi o col distacco di queste lastre perchè, come detto, il sale progressivamente spinge fino al distacco dei rivestimenti perchè spesso poco traspiranti o in altri casi a ritrovarsi delle antiestetiche macchie di umidità subito sopra questi rivestimenti in pietra naturale. Motivo? Semplice: la pressione di risalita spinge in su fino a che non trova la superficie libera per poter evaporare, macchiando di conseguenza l’intonaco soprastante i rivestimenti.

Soluzione: Con Petra hanno risolto cosi:

Muro recinzione con Petra giallo sinai elemento pietra ricostruita Primiceri Roma grigio fumo esterni interni antigeliva

Muro recinzione con Petra giallo sinai elemento pietra ricostruita Primiceri Roma bianco esterni interni antigeliva
Petra bianco zoccolatura

Speriamo di aver dato un contributo con queste brevi righe, e nel caso di dubbi è sempre bene controllare prima di applicare il rivestimento. Non sono lavori che si fanno tutti i giorni e un briciolo di attenzione, visto che sono interventi che comunque grande o piccolo hanno un costo, è preferibile contattarci o nell’impossibilità di effettuare un sopralluogo almeno inviarci qualche foto.


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