
Pareti umide. Come e con cosa rivestire?
Pareti umide. Come e con cosa rivestire?
Hai una parete umida e ti chiedi se puoi rivestirla in pietra?
La risposta è: dipende.
Prima bisogna capire da dove arriva l’umidità e in che condizioni si trova il supporto. Solo dopo ha senso ragionare sul rivestimento da usare e sul modo corretto di applicarlo.
In generale, la situazione cambia molto a seconda dei casi:
- se si tratta di condensa, prima si lavora su aerazione, isolamento e qualità dell’aria interna;
- se il muro è controterra, prima bisogna risolvere il problema dell’umidità e verificare bene la tenuta del supporto;
- se il muro è fuoriterra, si può valutare caso per caso;
- se l’intonaco è ammalorato o “suona a vuoto”, non va rivestito.
In questa pagina trovi alcune indicazioni utili per orientarti e capire quando ha senso rivestire, quando no, e soprattutto quali verifiche fare a monte.
Hai una parete con umidità e vuoi capire se puoi rivestirla?
Mandami 2 o 3 foto, l’altezza della zona interessata e dimmi se il muro è controterra oppure no. Ti dico subito se il rivestimento è fattibile e come va preparata correttamente la parete.
Se preferisci, puoi inviarmi tutto anche via WhatsApp.
Cerchiamo di dare una mano a capire quali possono essere i problemi più frequenti e come risolverli.
Partiamo dalle pareti interne, che è il caso più frequente.


Da dove entra davvero l’umidità?.
Per prima cosa bisogna capire che tipo di muro abbiamo davanti.
In genere, nei casi di umidità, ci si trova davanti a due situazioni principali:
Muro controterra
Significa che la parete interna si trova a contatto, direttamente o indirettamente, con il terreno esterno. In questi casi l’umidità può arrivare sia lateralmente, per effetto di una cattiva impermeabilizzazione esterna, sia dal basso, per risalita capillare. Spesso le due cose convivono.
Muro fuoriterra
Qui invece la quota del pavimento interno coincide, o è comunque superiore, a quella esterna. In questi casi, se c’è umidità, la causa più frequente è la risalita capillare, cioè l’acqua che entra dal basso e tende a risalire verso l’alto.
Può sembrare una distinzione teorica, ma non lo è affatto: serve a capire da dove arriva il problema e quindi anche se ha senso rivestire subito oppure se prima bisogna intervenire sulla parete.
CONDENSA

Non tutta quella che viene chiamata “umidità” lo è davvero.
In molti casi il problema è semplicemente condensa: un fenomeno fisico che si verifica quando l’aria calda e umida presente nell’ambiente incontra una superficie fredda. È lì che si formano piccole gocce d’acqua, che col tempo possono trasformarsi in muffe superficiali e nei classici puntini neri antiestetici.
La condensa è, in genere, il problema più semplice ed economico da risolvere.
Di solito si interviene così:
- migliorando la ventilazione del locale;
- riducendo il più possibile lo sbalzo termico tra aria interna e superfici fredde;
- nei casi in cui non basti, intervenendo con sistemi che aiutino a isolare meglio la parete.
Fra le soluzioni possibili c’è, ad esempio, il cartongesso accoppiato a pannelli isolanti, che può aiutare a limitare il problema quando la semplice aerazione non è sufficiente.
Prima di pensare a un rivestimento, quindi, bisogna capire se ci si trova davanti a una vera umidità della parete oppure a un problema di condensa.
Torniamo ai due casi principali:
PARETI CONTROTERRA


Pareti controterra
Qui il problema non è solo l’umidità che risale dal basso.
Nel caso di una parete controterra, infatti, l’acqua può arrivare anche lateralmente, spinta dal terreno esterno contro la muratura, soprattutto quando l’impermeabilizzazione è assente o non lavora più come dovrebbe.
È una situazione diversa rispetto a un normale muro fuoriterra, e va trattata in modo diverso.
La prima cosa da verificare è sempre lo stato dell’intonaco.
Spesso, infatti, l’umidità porta con sé i sali: quando l’acqua evapora, questi sali restano nella parete, si accumulano e col tempo provocano il distacco della tinteggiatura, della rasatura e nei casi peggiori anche dell’intonaco. È il classico caso in cui il muro “suona a vuoto”.
Se il supporto non è sano, non ha senso applicare subito un rivestimento.
Prima bisogna riportare la parete in condizioni adatte a riceverlo:
- eliminando le parti ammalorate;
- pulendo bene il supporto;
- ricostruendo una base solida e il più possibile asciutta;
- usando prodotti adatti, come le malte osmotiche, quando il caso lo richiede.
Solo dopo si può passare al rivestimento vero e proprio, usando un materiale traspirante e una posa corretta.
L’obiettivo, in questi casi, è arrivare ad avere:
- una base d’appoggio solida e stabile;
- una superficie adatta a ricevere un rivestimento;
- la certezza che il rivestimento possa tenere nel tempo.
PARETI FUORITERRA


Pareti fuoriterra
Nel caso di una parete fuoriterra, la gestione del problema è in genere un po’ più semplice.
Di solito, infatti, l’umidità risale dal basso verso l’alto, e la sua altezza varia anche in base allo spessore del muro: più il muro è largo, più le macchie tendono a fermarsi nella parte bassa; su pareti più sottili, invece, la risalita può spingersi più in alto.
Anche qui, la prima verifica da fare riguarda sempre l’intonaco.
Se nella zona interessata dalle macchie l’intonaco suona pieno, significa in genere che il supporto è ancora stabile e si può intervenire in modo più semplice, lavorando superficialmente con prodotti adatti, come rasanti a base calce, eventualmente dopo un trattamento antisale.
Quando il supporto è stato correttamente preparato, si può poi applicare il rivestimento con un collante idoneo. I nostri rivestimenti, non contenendo resine, sono materiali traspiranti: non creano un tappo e lasciano alla parete la possibilità di respirare.
Se invece l’intonaco suona a vuoto, il problema è più avanzato: significa che i sali hanno già compromesso il legame tra intonaco e supporto.
In questo caso non ha senso incollare il rivestimento sopra una base che si sta già staccando. Bisogna prima rimuovere le parti compromesse, ripristinare la zona con intonaci adatti — ad esempio macroporosi, quando servono — e solo dopo, una volta stabilizzato il supporto, procedere con la posa del rivestimento.
Hai qualche dubbio sul tuo caso specifico?
Se vuoi, mandami qualche foto della parete e due righe sul problema: ti aiuto a capire se si tratta di condensa, risalita o altro, e se il rivestimento è una strada percorribile.
Puoi scrivermi anche direttamente su WhatsApp.
POSA SU CARTONGESSO ( pannelli equivalenti di ultima generazione).

Posa su cartongesso (o pannelli equivalenti di ultima generazione)
È una soluzione che può avere senso in alcuni casi, ma va valutata bene.
Il vantaggio principale è la rapidità di intervento: può essere utile, per esempio, in contesti dove non ci si può permettere lavori troppo lunghi o troppo invasivi.
Detto questo, il cartongesso non è una scorciatoia buona per tutto.
Quando viene usato in presenza di umidità, noi consigliamo sempre di non montarlo a diretto contatto con la parete, ma di lasciare una piccola lama d’aria, così da distanziare i pannelli dal muro e ridurre il rischio di problemi futuri.
Si perde un po’ di superficie, è vero, ma si guadagna in sicurezza.
Se poi sopra al cartongesso si vuole applicare un rivestimento come PETRA, bisogna tenere conto anche del peso del materiale e prestare attenzione all’ancoraggio della struttura, soprattutto quando si superano altezze importanti, in alcuni casi si può ovviare con una doppia lastra, accoppiata.
Anche la fase di incollaggio va gestita bene.
Prima della posa del rivestimento, la superficie del cartongesso va trattata con un prodotto isolante adatto, per evitare che l’acqua contenuta nel collante inneschi reazioni indesiderate nel gesso, con conseguente rischio di distacco.
In alternativa, si possono usare pannelli già predisposti per ambienti più critici, come i cartongessi idrofugati, adatti ad esempio a bagni, cucine o locali dove la presenza di vapore è più frequente.
In sintesi: il cartongesso può essere una buona soluzione, ma solo se viene progettato e preparato nel modo corretto.

PARETI ESTERNE
Nel caso delle pareti esterne, il problema più frequente è quasi sempre l’umidità di risalita capillare.
In questi casi si ragiona in modo molto simile a quanto visto per le pareti fuoriterra: prima si capisce lo stato del supporto, poi si valuta se e come intervenire.
Un errore abbastanza comune, soprattutto in alcune zone, è cercare di “coprire” il problema con una zoccolatura in pietra naturale o con lastre poco traspiranti, montate solo per nascondere visivamente le macchie.

Il punto è che, se l’umidità continua a spingere dal basso, il problema non sparisce: semplicemente si sposta.
Col tempo può succedere che:
- il rivestimento si stacchi;
- si formino nuove macchie sopra la zoccolatura;
- l’umidità trovi comunque una via di uscita, rovinando intonaco e finiture sovrastanti.
In altre parole: se si interviene solo per mascherare, il conto arriva dopo.
Un rivestimento traspirante può fare la differenza
Nella foto qui sotto si vede un caso concreto: da una parte la soglia in pietra naturale, dall’altra il rivestimento PETRA applicato sulla stessa parete circa 10 anni fa.

Si tratta di una parete esposta a nord, quindi in una condizione non favorevole, con poco sole diretto durante la giornata.
La differenza è evidente: mentre la pietra naturale risulta più aggredita da muschi e umidità, il rivestimento PETRA si presenta ancora integro.
Il motivo è semplice: si tratta di un materiale traspirante, che non blocca il naturale comportamento della parete e non si comporta come una chiusura rigida o occlusiva.


Prima di applicare un rivestimento su una parete con umidità, è sempre meglio fare una verifica.
Non sono lavori da improvvisare: anche un intervento apparentemente semplice ha un costo, e sbagliare supporto o soluzione significa spesso ritrovarsi a rifare tutto.
Se vuoi un parere preliminare, contattaci oppure inviaci qualche foto della parete: in molti casi basta già quello per capire se il rivestimento è fattibile e quale preparazione serve.
Qui sotto puoi vedere anche una breve testimonianza di chi ha scelto questo tipo di rivestimento.
Qui, se vuoi, trovi altre recensioni. Cosa ne pensano i nostri clienti?
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Per sapere come è fatta la “pietra ricostruita”Tutto quello che c’è da sapere sulla pietra ricostruita e non hai mai osato chiedere: le FAQ


Come faccio a mettermi in contatto con un vostro tecnico
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Buongiorno Sig. Rinaldo può chiamare il 337761312 oppure inviare un email, come preferisce. Grazie.
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Sono stato ricontattato. Venditori competenti e molto disponibili nel fornire spiegazioni tecniche e consigli.
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Buongiorno, ho trovato una casa in pietra che però essendo chiusa da 5 anni presenta umidità! Si puo’ fare qualcosa o e’ da scartare. Odio la muffa! Ci sono pietre particolari che non vengono mai attaccate dalla muffa in ambienti umidi? Grazie
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Buongiorno Vincenza Cavaliere. Questi rivestimenti (avendo subito un processo particolare- demineralizzazione- sugli inerti in fase di preparazione dell’impasto) non contengono micro-organismi. Pertanto risultano inattaccabili da muffa o funghi.
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